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170° Anniversario della fotografia

 

 ricorda il 170° Anniversario della fotografia

 

Oggi scattare e guardare su carta quanto abbiamo visto è cosa che si fa quasi senza pensare o con la nostra stampante oppure portando i files da stampare presso un laboratorio.

Ancor oggi , e ovviamente molto di più fino a qualche anno fa , la stampa delle foto era legata ad un procedimento chimico che veniva eseguito in camera oscura sia da amatori che da professionisti.

Ricordiamo tutti con quanta apprensione si portava il rullino dal fotografo di fiducia per lo sviluppo e la stampa delle nostre foto …quante raccomandazioni al fotografo per trattarle bene e si aspettava trepidanti il giorno per andare a ritirarle , o a tutte le liturgie dei fotoamatori che provvedevano e provvedono ancora in molti per vedere su carta il comparire dell'immagine.

Dietro a tutto questo lavoro , ovviamente ci sta dietro una tecnologia oggi molto raffinata , ma quanti sappiamo da dove ha avuto inizio questa grande avventura ?

Andando indietro nel tempo bisogna far passare un bel pò di anni e approdare in Francia per capire da dove si è partiti per arrivare ad avere la nostra bella foto analogica fresca di stampa.

Si era intorno al 1822 , Joseph Nicephore Niepce riuscì a realizzare qualcosa di molto vicina alla fotografia utilizzato il bitume di giudea , ma senza riuscire a rendere fissa l'immagine sulla carta.

1837 Joseph Nicephore Niepce  e Louis Daguerre  firmarono un contratto per portare avanti la ricerca fotografica , ai quali Chevalier fabbricante di ottiche fornì il primo obiettivo per la fotocamera con una lunghezza focale di 360 mm e luminosità F11 / F16. Con la morte di Niepce Daguerre si trovò da solo a portare avanti il progetto.

Daguerre riesce ad ottenere con un procedimento chimico il fissaggio su lastra di rame allo ioduro d'argento un natura morta formato 16 x 21 con i lati invertiti…il procedimento si chiamò Dagherrotipia .

 

 

L'immagine ottenuta all'atto della ripresa si produce sulla superficie di una lastra di rame ricoperta da una lastra o foglia d'argento, chimicamente pura, lucidata a specchio e resa sensibile alla luce dopo l'esposizione ai vapori di iodio. L'appannamento che avviene, sulla lastra, è ioduro d'argento, sostanza sensibile alla luce. La lastra, così preparata, è posta in camera oscura ed esposta per un tempo variabile dai 3 i 30 minuti, secondo la luminosità dell'obiettivo e del soggetto.

Per lo sviluppo: la lastra, tolta dalla camera oscura, è esposta ai vapori di mercurio riscaldato che forma una patina bianca sulle parti sensibilizzate dalla luce. Successivamente, la lastra è lavata con acqua e sale, per asportare l'appannamento dello ioduro e fissare la patina bianca, dove brillano le luci dell'immagine.

1838 Parigi Daguerre fotografa il Boulevard du Temple e immortala la prima immagine con figure umane :Un gentiluomo fermo dal lustrascarpe:

 

 

L'immagine che sembra priva di persone , in realtà non lo era , il lungo tempo di esposizione non consentiva di fissarle in quanto si muovevano , restarono immortalate solo le due figure perchè restarono pressoché immobili per un periodo abbastanza lungo .

se si fossero saputi i loro nomi sarebbero passati alla storia, ma neanche Daguerre li conosceva in quanto si accorse solo dopo lo sviluppo , della loro presenza.

1839 è l'anno della nascita della fotografia , la politica incoronò Daguerre attraverso l'appoggio di Francois Arago

 

 

come inventore ufficiale della fotografia , con un discorso che tenne a Parigi il 19 Agosto 1839 all'Accademia delle Scienze , rendendo pubblico il procedimento di Louis Daguerre.

 

In realtà il dagherrotipo non era la migliore soluzione , oltre che molto costoso , la copia era unica ed appariva invertita.

Anche Hippolyte Bayard un funzionario del ministero delle finanze era riuscito ad ottenere un risultato migliore su carta e decisamente più avanzato . Le immagini erano ottenute esponendo nella camera oscura un foglio di carta al cloruro d'argento che veniva sviluppato in una soluzione di ioduro di potassio.

Ma Arago per mantenere nascosta questa proposta gli offrì 600 franchi di commesse  . Quando Bayard scoprì che quei soldi erano il prezzo del suo silenzio ( in realtà il governo era già in trattative con Daguerre per l'acquisto del brevetto di quella che sarà poi la dagherrotipia ), non solo espose in pubblico i suoi positivi su carta ma il 21 giugno 1839, si vendicò con un lugubre scherzo: si fotografò nudo in posa di annegato con la didascalia: " la salma che vedete qui è quella del signor Bayard, inventore di un procedimento fotografico di cui vedrete presto i meravigliosi risultati "


Ricerche di Mimmo Greco



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