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13/06/2009 - Apprendista stregone: il fascino discreto del pensare lento

Apprendista stregone: il fascino discreto del pensare lento

Eccomi a voi con una nuova puntata della mia rubrica Apprendista Stregone.

La mia riflessione di oggi è dedicata ad una compatta: la Ricoh R10.

E' straordinario accorgersi, dopo aver fatto un acquisto, di quali sono le cose di una macchina fotografica che ti convincono e che la rendono unica e insostituibile per dar corpo alle nostre volontà fotografiche.

L'ho già detto molte volte e mi ripeto: ho acquistato la Ricoh perché cercavo una macchina che mi consentisse di scattare in formato 1:1, rimasto in un momento affascinato dal romantico e malinconico ritorno al passato che trasmettono le vecchie 6x6.

Ma non è tanto questo su cui voglio intrattenervi in questo scritto, quanto su una caratteristica interessante che ho scoperto e apprezzato di questa mia nuova macchina usandola un po'.

La caratteristica è la sua lentezza !

Cosa intendo ? Cerco di spiegarvelo nel mio solito modo un po' istintivo, più trascinato dalle sensazioni che dalla tecnica.

Premesso che la mia Ricoh è costantemente settata sul formato quadrato, come detto, provando a farci un giro nei posti più diversi in cui mi capita di essere, visto che è la macchina che sta costantemente nel mio zainetto, ho fatto subito i conti con la sua lentezza. La Ricoh R10 non è la macchina adatta allo scatto mordi e fuggi. Chi mi conosce sa che sono un appassionato della "street" ... mi piacciono gli scatti rubati ... mi piace cogliere l'estemporaneità di certi momenti ... ma lei, la mia R10, non me lo consente ... è, per l'appunto, una macchina lenta ... una macchina che ti dice, quando inquadri dal suo bel display: "non scattare ... pensa ... rifletti ... componi ... valuta a fondo ... non sprecare il momento ... io  non ti deluderò ... tirerò fuori un definizione che ti lascerà sorpreso, una nitidezza che non conosci neanche nelle migliori reflex ... ma aspetta ... pensa ... rifletti ... e scatta ... quando sei assolutamente convinto di ciò che vuoi!".

Ecco, questa è a bellezza di questa macchina ... un difetto che diventa una grande qualità: la lentezza.

Così, mi ritrovo spesso tra le mani il suo piccolo corpo macchina, minuscolo ma corposo e pesante ... l'idea di avere tra le nani qualcosa che ti senti addosso.

Osservi una situazione ... inquadri ... componi nel suo display sapendo che non ti potrai permettere di tagliare (perché è quello che vuoi) ... premi dolcemente e lentamente il mezzo scatto che ti consente di mettere a fuoco ... la scena ti si compone davanti ... i tuoi occhi sono dentro il suo splendido e luminoso obiettivo ... aspetti che il risultato si formi di fronte a te ... e finalmente scatti ...

Morale: il digitale ci ha abituato alla frenetica abitudine dello scatto veloce ... puoi rivedere subito quello che hai fotografato ed essere immediatamente selettivo ... così, con le mie altre macchine me ne trono sempre a casa con la memory card piena ... anche 400 scatti in una sessione ......
ma con lei no ! Con lei devi sapientemente concederti il tempo che serve ... con lei il tuo pensiero è la cosa più importante ... il risultato di una riflessione è quello che devi cercare ...

...un modo di fotografare ... un modo diverso di vedere ... un modo diverso di vivere la fotografia

BrunopRoma

Roma,
13 giugno 2009

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