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17/09/2009 - Apprendista stregone: no, non รจ la nostalgia ... a cura di BrunoP.Roma

Apprendista stregone: no, non è la nostalgia ...

No, non è la gelosia, ma la passione mia ... diceva una vecchia canzone.

Ed io, parafrasando dico: no, non è la nostalgia ...

No, non sono un nostalgico, non solo uno di quelli che dice che si stava meglio quando si stava peggio.

Non sono neanche uno di quelli che dice che l'invenzione del Word Processor ha rovinato lo scrivere perché ha tolto allo scrittore il fascino della stilo flessuosa tra le mani e della bella calligrafia ... gran bella cosa la tecnologia. Non potrei farne a meno neanche per un momento!

Anzi, per dirvela tutta, penso che recuperare la pellicola sia in questo momento una grande innovazione tecnologica (e creativa).

Ma andiamo con ordine.

Dunque, ho rimesso mano sulla pellicola qualche tempo fa.

In verità ero un po' confuso ... da un lato mi intrigava tornare ai tempi in cui mi cimentavo con la sviluppatrice di negativi in bianco e nero e con l'ingranditore nel gabinetto (ero giovane, allora ...) ... dall'altro la mia perenne pigrizia minava alla base ogni buona intenzione.

Comprai per 40 euro, senza grande voglia una vecchia Canon EOS3000, tanto per metterci a bordo quel bel 28/200 che avevo acquistato usato per la mia prima Canon digitale (la EOS300D). Scattai credo un rullino in HP5, lo feci sviluppare, digitalizzai qualche negativo e tutto allora finì lì.

Sapete che soltanto una sana e consapevole libidine (chissà perché mi vengono sempre in mente le canzoni quando scrivo questi pezzi) riesce a spostarci dalle nostre granitiche abitudini; e la libidine dell'analogico mi catturò un giorno, entrando in una mostra fotografica ed osservando scatti fatti all'inizio degli anni quaranta: era una mostra di provincia, era un anonimo fotografo di provincia). Fu quello il momento in cui guardare quelle stampe che emanavano un fascino incredibile, un fascino che mi riportava ai tempi di quei cronisti di immagini che giravano per le strade con le loro pesanti macchinette, a convincermi a ritentare.

Cominciai allora a girare per mercatini a vedere se riuscivo a recuperare qualche ferro vecchio; cominciai ad andare ripetutamente a Porta Portese la domenica. Un pensiero fisso nella testa: recuperare una vecchia Canon Ftb, la macchina fotografica di mio padre, con cui iniziai a scattare (ero giovane allora ...).

Devo dire che ad oggi, ancora una Ftb non l'ho recuperata, ma in compenso una delle vetrinette della libreria, dentro cui avevo ammassato un centinaio di CD, ha cominciato a far posto a diverse analogiche e che adesso contiene anche lei, la "diva", la splendida Leica M6.

L'ho corteggiata per diverso tempo ... è difficile districarsi nel mondo Leica, se prima non riesci a farti le idee chiare consultando un po' di documentazione ... è difficile capire perché un obiettivo Elmar 50, 3.5, lo trovi in un posto a 80 Euro e in un altro a 770 !

Mentre la corteggiavo, ho cominciato a mettere mano su una metallurgica Zorki, clone comunista della Leica III, ho trovato una Closter Sport del 1957, una Ricoh Singlex TSL, una FED 4 CCCP, una Olympus Pen EE2, una canon AE1 Program (che come dice il nome stesso funziona bene solo in program, ma se la metti in manuale è un disastro) ed anche una efficentissima Canon EOS33V che mi ha dato tante soddisfazioni.

Ho ricominciato a provare pellicole, rimanendo convinto che solo Ilford fa la differenza in bianco e nero.

Ho provato una infinità di scanner per pellicola.

Ho passato giornate intere ad aspettare lo sviluppo del negativo.

Ho provato sensazioni piacevolissime nel ritrovare tra le mani il negativo da osservare in controluce, nel guardare con la lente i provini a contatto.

La scorsa domenica sono uscito con lei, la Mia Leica M6 ... zompettavo per strada come Cartier Bresson (non so se avete mai visto quel suo autoritratto in cui sembra camminare con il passo dell'oca) ... mi sentivo contento di aver dato alla mia passione fotografica una nuova dimensione, lontana da quella di quando ho iniziato a fotografare (ero giovane allora ...), diversa, nuova.

Insomma, cosa non si farebbe per una passione (più o meno tutto ciò che non si farebbe per una donna!)

Ieri ho preso la Canon EOS50D, la mia digitale ammiraglia e ho scattato con la stessa curiosità.

Ora mi sento appagato ... ho una Leica M6 e mi diverto ... metto mano alle digitali e mi diverto ...

... non importa ciò che uso ... l'importante è finire ! (chi la cantava questa, Mina?)


Roma, 17 settembre 2009                                                           BrunoPRoma

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