 Ecco, ragazzi, boccaccia mia… mi sono permesso di fare due moine sotto adì una foto ed ora, eccomi quei, con l'imbarazzo a cercare di inventarmi qualcosa di sensato per cercare di mantenere un tono… no, perché poi, se qui non ce la faccio, va a finire che non ci crede più nessuno che io sono un circafotografo. Dunque, vediamo… come fare? vediamo! beh, innanzitutto cerchiamo di definire cosa sia una scelta espressiva… mmmm si potrebbe dire che la scelta espressiva è ciò che l'autore utilizza per esprimere al propria poetica? Beh, all'incirca… secondo me potrebbe anche funzionare. Ok, vabbè, caro Pascale, ma non fare il furbo! Eh, così il discorso l'è un po' incompleto! Eh! devi dirci che COSA usa l'autore per ecceteraeccetera…. Ah! Giusto. Beh, ragionevolmente, nel nostro caso si usa ciò che serve per fare una foto… vediamo, avete la macchina fotografica ed un po' di luce? Allora ci siamo! Sembra una cretinata, ma in realtà, andrebbe osservato che manca quello che serve per condire il tutto, occorrerebbe un pochettino di mestiere, un po' di tecnica. Ebbene sì cari miei, in fondo dalla tecnica e dalla sua applicazione nasce la bella fotografia. E qui si viene al nocciolo del discorso… Ma non corriamo, eh! Visto che ci piace definire, definiamo! Dunque, sì, ma che c'è ancora da definire? Vabbè, dai, questa la so anche io… L'errore. Qui, tanto per cercare di fare una bella figura, vi mollo questa: secondo il diritto romano, l'errore è una divergenza tra il voluto ed il dichiarato, tra la manifestazione della volontà e la volontà stessa. Piaciuta? Fatto bella figura? Bene, allora ragazzi, la chiudo qui, nella speranza di avervi lasciati piacevolmente impressionati… alla prossima! No, eh? Vabbè, dai, proviamo di fare i seri. Allora, abbiamo definito che cosa pensiamo possa essere una scelta espressiva, abbiamo anche definito che cosa è un'errore. Ora proviamo ad estendere un attimino il concetto di scelta espressiva, vediamo se lo abbiamo definito come l'applicazione di certe regole e conoscenze, utilizzando un linguaggio codificato a livello universale, per poter raccontare qualcosa a chi osserva. Beh, a questo punto, direi che il passo l'è breve. E' arrivata l'ora della metafora: così come tutti noi utilizziamo il linguaggio per esprimerci, per trasmettere emozioni, ed ognuno di noi parla a modo suo, con le proprie espressioni, inflessioni, facendo proprie tali regole di codifica del linguaggio, adattandole all'uso che ne vogliamo fare, similmente in fotografia ognuno di noi potrebbe, e dico potrebbe, (ricordatevelo) adattare alle proprie necessità espressive le tecniche fotografiche al fine di creare un linguaggio proprio. E fino qui erano quisquilie, lo so, ma abbiate rispetto, ho faticato mica poco per arrivare fino qui… Bene, ora dedichiamoci al nostro amico errore. E credo sia lecito farlo nel rispetto di tutti gli attori che partecipano al teatrino "guardaquestabellafotinachehoqui" l'autore e l'osservatore. Forte, eh? Ne ho per tutti! Allora, vediamo, avanti il primo! Ah, bene bene, chi abbiamo qui? Uhm, un osservatore, un aspirante critico d'arte, forte di tutta la sua sapienza, della lingua arrotata al bar parlando di calcio e dell'elasticità mentale allenata al circolo fotografico parlando di foto… Ecco, ecco la prima chicca che l'osservatore arguto, il cugino del signor bastian contrario, porta avanti lancia in resta il rispetto delle sacre regole della fotografia…no, perché sai di fotografia io ci capisco, eh! Regola dei terzi, punto aureo… Il loro rispetto è fondamentale, tutto quello che va in deroga ad esse è errore. Forte, eh! Dito puntato… parolone greve piazzato lì alla Diotistrafulmini! ERRORE…. Brrrrr!
A questo punto il nostro amico diritto romano ci potrebbe venire in contro, ricordate? Divergenza tra Manifestazione della volontà e volontà stessa… Beh, l'osservazione di una cosa è sicuramente l'espressione della volontà di capirla… il piazzare lì il fatidico parolone di cui sopra ne è la manifestazione…. quindi si potrebbe supporre che, quasi umoristicamente, i peggio critici, quelli sempre col dito carico, pronti a puntarli verso le opere altrui, sono praticamente sempre in errore…. Buffo, no? Eh, ma qui cari i miei amici, ce n'è per tutti vi ricordate? Avanti un'altro! Uhm! un sedicente artista… poeta del grandangolare e maestro del tele… ottimo! Dunque vediamo… ma questa foto l'è tutta sbagliata… ma te guarda che taglio! e che BN!! ma ne hai mica un'altra a sottoporre al palato fine si questo vittoriosgarbi della fotografia mancato? ah, ecco! vediamo vediamo… ma come! anche questa sbagliata come l'altra… ma allora.. allora vediamo…forse qui ci troviamo di fronte ad una scelta.. che so, il taglio un po' così, il bn strano.. cavolo, che non abbiano un certo significato? urca, ci troviamo forse di fronte alla Manifestazione della volontà di chi ha fatto il lavoro? OH! Ragazzi, guardate che qui ho detto una roba forte, una di quelle che rimbombano… Certo, perché dietro ad una cosa così non ci può che essere un'intento, un fine espressivo, un ragionamento. Ma e l'errore? Allora i sedicenti artisti sono affrancati da tutto? Beh, in questo caso il nostro amico diritto romano….. Certo, in effetti la volontà di comunicare, di fare un percorso di ricerca, dovrebbe essere dimostrato dalla sua manifestazione… Probabilmente, una buona foto nasce dal binomio di capacità espressiva e della capacità di "ascoltare". Certo non è facile , ci sono linguaggi che comunicano con più facilità, perché vibrano su corde emotive, mentre altri sono più criptici. Certo è che la cosa più importante, secondo me, è come si approccia ad un opera. Certo ci vuole grande dose di umiltà, e la capacità di fare un passo indietro, di lasciar perdere come la si sarebbe preferita o realizzata. Siamo di fronte ad una cosa che realizzata da qualcun'altra è lì per raccontare… Insomma, l'è un gran casino, ma non sono certo io a dovervi raccontare che è più difficile guardarle che farle le foto! Ah, quasi dimenticavo! vi siete ricordati quello che vi avevo detto di ricordare poco più sù? No, eh? vabbè, inutile che scorriate verso l'alto questo testo, ve lo dico io: uff, cavolo! non lo trovo… provo con la funzione cerca? Eccolo! "in fotografia ognuno di noi potrebbe, e dico potrebbe, (ricordatevelo) adattare alle proprie necessità espressive le tecniche fotografiche al fine di creare un linguaggio proprio" Ecco, secondo il mio modo di vedere, quando la manifestazione della volontà non corrisponde a nessun intento di ricerca di un percorso espressivo, beh, scusatemi se mi permetto, ma mi viene da dire quella parolina…. Scusate se vi ho tediato così a lungo, ma volevo cercare di mettere giù un po' di idee. Al solito, poche ma ben confuse! Scusate anche per la mia scelta espressiva, so che ai più potrebbe sembrare un po' pesante, sciocca e dispersiva, ma che volete, mi viene così. :) Alberto |